Notte di San Lorenzo

Notte di San Lorenzo

Aprii gli occhi a fatica, avevo le palpebre incollate da cristalli di sale. Sentii il contatto con la sabbia fresca sotto i gomiti, fra le dita delle mani, il disagio di indumenti impregnati dall’umidità della notte. La brezza mulinava fra i pini ed i ginepri, caricandosi dei profumi delle resine fragranti, scuoteva i giunchi, poi

raccoglieva l’ odore acre delle braci, ancora fumanti in fondo alla spiaggia. La risacca risaliva ritmicamente e disegnava la battigia di ampi archi,  appena orlati di schiuma. Mi stava già bagnando i piedi nudi.

Con gli occhi ancora socchiusi salutai  il cielo che avevo di fronte, un  piatto cielo grigio-violaceo, ormai avaro di stelle,  senza profondità. Verso levante, già si schiariva per l’alba imminente. Che ore erano?

Abbassai gli occhi e osservai la linea dell’orizzonte dove, sorprendentemente, una fila  di nuvole si era già colorata di rosa. Sospese ed allineate l’una all’altra,  come pupi di ceramica  disposti su una invisibile mensola di cristallo.

Il mare era liscio, del colore del cielo, grigio-violaceo…metallico. Un vecchio diesel batteva nella poppa di una barca da pesca che, leggermente inclinata sul lato ove era seduto l’uomo al timone,  tagliava lentamente  l’acqua, lasciando sprofondare la rete,  fra le due lunghe scie  che si aprivano a ventaglio, e nuvole di fumo scuro dello scarico .

Un gabbiano, appollaiato su uno scoglio di calcare chiaro,  si riassettava le piume per spiccare un nuovo volo.

Poi vidi spuntare un frammento di sole,  rosso. Si delineava, al di là del mare,  dietro le sagome di montagne scure, contrastandole e rendendole ben visibili: i monti dell’Albania, le propaggini dei Balcani! Li avevo sempre immaginati e mai visti se non così, dall’altra parte del Canale, al mattino prestissimo o quando, d’inverno, al calare del vento di scirocco, si stagliavano netti all’orizzonte,  con le aspre vette innevate del Monte Kjore, la montagna sacra, inespugnabile regno delle aquile. Un miraggio di pura realtà che poteva durare alcuni minuti o alcune ore…

E mi sembrò di risentire ancora l’eco della musica ritmata di una danza albanese, trasmessa sulle onde medie, fra un annuncio e l’altro di propaganda politica……

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20 thoughts on “Notte di San Lorenzo”

  1. Complimenti, molto bello.
    Non c’è notte di San Lorenzo che io non esprima un desiderio guardando una stella cadere. 😀
    Faccio un giro da te, se senti spostare l’aria, sono io …
    Mi presento … “piacere Affy” 😉

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      1. Caro Lorenzo,
        i tuoi racconti sono veramente affascinanti, con dovizia di particolari rappresentano sorprendentemente la realtà regalando grandi emozioni al lettore. Ci mancherebbe, non potrò mai annoiarmi, anzi aspetto sempre con grande interesse la pubblicazione del tuo nuovo racconto.
        Grazie a te Lorenzo, ti abbraccio !

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  2. mi fa sempre molto piacere ascoltare (sarebbe più giusto dire leggere, ma preferisco così) le tue parole.
    ieri hai detto che mi immagini single e tutto dedito alla carriera … questa cosa mi ha fatto sorridere e mi sono anche chiesto chissà cosa te lo ha fatto pensare

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  3. ho conosciuto mia moglie all’età di 17 anni … lei ne aveva 14 … suo fratello … Mattia 7
    Con lei ho conosciuto l’amore vero, quello con la A maiuscola fatto di alti e bassi come tutti, che ci ha portati a costruire la nostra famigliola arricchita da qualche anno dalla presenza di Pablo (12 anni), Malù (10) e Paloma (8)

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  4. 10 anni fa, fece un terribile incidente da cui sopravvisse per miracolo, portandosi dietro però un trauma cranico

    persona apparentemente sempre felice e solare. un saluto e mille sorrisi pronti per tutti … ma dentro tanta sofferenza e autostima sotto le suole delle scarpe

    mercoledì scorso … salta da una diga … un volo di 220 metri… a due passi da casa nostra

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  5. buona giornata, caro Lorenzo …
    non so minimamente perché in te ho piena fiducia, ma va bene anche così

    grazie per esserti fatto, in qualche maniera, trovare sulla mia strada

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    1. Caro Christian, ti ringrazio, anche per avermi fatto partecipe della tragedia che vi ha colpito (vedi che ora parlo al plurale dopo aver appreso della bella famiglia che hai?). Quanto alla fiducia, che mi gratifica, forse ti senti al sicuro perché non sono un ragazzino e non tratto mai i problemi altrui con distacco. Chi, poi, si diletta a scrivere, come me, e parla quasi sempre di sensazioni e sentimenti, si mette a nudo con facilità e non può nascondere quasi nulla di sé stesso. Ed un attento lettore percepisce la sincerità ed il disinteresse (nel senso positivo).
      Non posso darti consigli se non di investire tutta l’emotività sui figli e su Tua moglie, hai la “missione” di proteggerli anche dal tuo legittimo dolore. Tocca a te!

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    2. Credevo che fossi un single carrierista solo per la tua risposta riguardo al mio pezzo sulla cattiveria… come se ti avessi sfiorato! Mi dispiace per averti immaginato diversamente da quello che sei ma sono anche contento di aver sbagliato!

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