“U pirazzu” (il pero selvatico) versi scherzosi

U PIRAZZU  (versi scherzosi)

   L’ argulu de fica disse allu milune – Quannu esse a fica lu milune va sse ‘mpica!- U furese riiau, ziccau u milune e llu tirau!  

L’argulu de fica se ggirau allu scrascitu, vabbanne de qua ‘nnanzi , ca aggiu stare allu pulitu! U furese rriau, e cu lla fauce lu tajau!

 L’argulu de fica li gridau allora allu Pirazzu – Ieu ssu ” fica de signore” e bbelli frutti fazzu! Tie invece nu ssi nnienti, argulu de strapazzu!”   – ” Ieu stia prima de tie” – li rispuse lu pirazzu – mo’ famme stu’ favore e nu rrumpire u cazzu!  

Traduzione

Il fico disse alla pianta di melone: – Quando matura il fico il melone va ad impiccarsi! -. Il contadino arrivò e spiantó il melone.

Il fico si rivolse al rovo – Vattene da qui, perché devo stare al pulito! -. Il contadino arrivò e con la falce  tagliò il rovo.

Il fico, allora, gridò al pero selvatico: – Io sono ” fico de signore” (una varietà di fico pregiata e dolcissima ndr) e  bei frutti faccio, tu invece non sei niente, albero da strapazzo!-

– Ero qui prima di te! – gli rispose Il pero selvatico – Ora fammi questo favore e non rompere il cazzo!  

Note:

L’albero di fico era un albero prezioso per i nostri nonni . Assicurava  frutta e  l’ombra d’estate ed un nutrimento economico e  calorico per l’inverno. Umanizzando quest’albero per la mia storia,   l’ ho pensato come un essere vanitoso e un po’ supponente,  tanto da confondere le normali operazioni che il contadino gli svolge intorno, quali l’estirpazione delle  colture giunte a fine ciclo  ( melone) e la pulizia dalle piante infestanti (rovo),  come se fossero dei  “riguardi”  a lui, e solo a lui, dedicati. Ma quando l’arroganza del fico supera i limiti, ci pensa il centenario  Pero selvatico,   monumento vegetale che vigila sui campi e che il contadino lascia crescere, come una sentinella della proprietá,  lungo i confini ed i muretti a secco, a rimettere a posto le  cose…sbrigativamente. Riflettendo, non ho reso un buon servizio né al fico, che in realtà ritengo una pianta nobile e non “stupida”, né al  pero che penso sia la pianta più ricca di poesia del nostro Salento e che,  dall’alto della saggezza dei suoi anni, sicuramente avrebbe dovuto dare  una risposta meno volgare e più compassata.  Ma  ma ho già premesso che si tratta di versi scherzosi (sebbene con una morale di fondo) e, per chiudere ad effetto,  la parolaccia finale – nella stesura dialettale –  era proprio la rima giusta!  Poi, si sa, a volte gli stupidi vanno interrotti,  con decisione! Scritto con WordPress per Android

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