Sindrome post natalizia

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Perdonerete l’approccio “laico” all’argomento. Non so Voi,  ma riflettevo sulla inevitabile,  sottile e strisciante amarezza del “dopo Natale”. La “scenografia” è  ancora intatta e la gente, per strada, è tanta ed indaffarata (grazie ai saldi, che ogni negozio anticipa con espedienti vari e con il messaggio che ti arriva sul telefono e che ti fa sentire fra i prescelti, invitati segretamente,  a godere di una scelta privilegiata).
Eppure le luci  sembrano brillare di meno, anche i pastori guardano impazienti i  Re Magi, ancora confinati nel posto più  remoto possibile del presepe,  sperando che, almeno quest’anno,  siano partiti in anticipo (così da chiudere la  rappresentazione e ritornare tutti nello stipo).
C’è  qualcosa di peggio di tutto ciò?  Si, Capodanno è  ancora più  triste, perché subentrano delle ulteriori consapevolezze:
– che anche i saldi sono stati una piccola delusione  (nonostante l’invito personalizzato, il capo che avevi puntato dallo scorso settembre e fino a tutto il 24 dicembre è  stato già venduto );
– che hai accumulato dei chili di troppo mandando in fumo mesi di palestra e centinaia di bustine di “dietor”;
– che non c’è  scampo neanche  per la serata del 31 dicembre: o hai prenotato uno squallido   e costoso cenone (vi sfido a trovarne uno che non lo sia) oppure cucinerai tu ed i tuoi abbracci per gli auguri, nonostante la doccia dell’ultimo secondo,  sapranno comunque di cipolla stracotta e di dado da brodo.
– che, ovunque  voi sarete, stasera non potrete sfuggire al ” pe pe pe pe-pe pe…” ed alla costrizione fisica di partecipare ad un trenino di gente sudaticcia e su di giri che ti aggancia per le spalle e si attende che tu faccia altrettanto ad un altro malcapitato…
– che il vostro capodanno verrà comunque scandito (o sancito) non da un invitato autorevole ma  da uno schermo televisivo, dal quale si affacceranno vecchi cantanti, quasi dimenticati,  che fingeranno di cantare dal vivo le canzoni degli anni 60 e 70  e che sarà  quasi impossibile far coincidere il “botto” del vostro  spumante con il conto alla rovescia della Rai o di Canale 5.
La magia del Natale non sfugge al principio che, in quanto fatto portentoso,  ogni incantesimo è  destinato a svanire. Davanti agli effetti di questa lunga agonia, cento volte meglio quello che successe  a Cenerentola (giusto per citare un film visto in questi giorni su sky): a mezzanotte…. tutti seduti su una zucca!

P.s. Al “48 regolare” che mi ha scippato la giacca di lana Lardini blu finestrata  in  seta marrone va tutta la mia disistima…

Lorenzo De Donno

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