È arrivato l’arcobaleno

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E’ arrivato l’arcobaleno.
 
A due isolati di distanza c’era un distributore di benzina che vendeva anche i gelati. Nello  stanzino che odorava di ruggine e di grasso da meccanici  c’era il frigo a pozzetto, rumoroso come una cinquecento Fiat, anche questo arrugginito e pieno di impronte.

Il benzinaio, nei pomeriggi infuocati, cercava di ripararsi dal sole all’ombra di un grande gelsomino dalle fronde ricadenti. Non aveva né i modi né la voglia per rovistare fra le scatole strappate dei gelati, si vedeva che lo faceva senza entusiasmo e per arrotondare le scarse vendite di carburante. Non diceva una sola parola e sapeva di non dover dare il  resto perché ogni acquisto veniva da noi pianificato , mettendo insieme le monetine occorrenti,  fino all’ultima lira prevista dal listino di latta avvitato al muro.
  
Amarena, arancia, menta e limone, mani appiccicaticce e labbra anestetizzate dal freddo. Lo stecchetto da succhiare, infine, fino a sentire il sapore resinoso del legno. Era appena arrivato il ghiacciolo arcobaleno…

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