sotto al pitosforo

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Seduto sotto il pitosforo,

cerco l’ebbrezza della nuova fioritura

e schivo il sole, che già brucia il mezzogiorno.

La mia carne è terra rossa

graffiata da formiche,

le mie visceri attende, impaziente, la gazza.

Chiedo sostegno al tronco e

lascio che il sangue rincorra, solidale, la linfa.

I pensieri come le api

sciamano, avidi di bottini

di nettari e pollini nuovi.

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